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Logistica farmaceutica a rischio con l'aumento dei costi delle materie prime

Farmaci Redazione DottNet | 06/12/2021 16:59

L’allarme di Assoram che rappresenta oltre 120 aziende della distribuzione di farmaci e prodotti della salute

“I costi crescenti di trasporti, energia, materie prime e servizi stanno mettendo in seria difficoltà la supply chain farmaceutica, proprio nel delicato momento della ripresa dallo shock pandemico”. Lo afferma in una nota Assoram, l’Associazione nazionale che rappresenta oltre 120 aziende della distribuzione di farmaci e prodotti della salute.

Nel 2021 la logistica ha ripreso a marciare, come dimostrano i dati dell’Osservatorio Contract Logistic del Politecnico di Milano. Il settore ha raggiunto un fatturato di 86 miliardi di euro, in crescita del 3,5% rispetto al 2020. Per avere una panoramica chiara delle condizioni attuali del mercato, però, bisogna prendere in considerazione i rincari in atto. Secondo quanto dichiara l’Osservatorio, nel 2021 sono aumentati i costi dei fattori produttivi: energia (+24%), carburante (+13%) e canoni di locazione (+2%).
E così l’aumento dei prezzi di beni energetici e di molte commodity mette a rischio la sostenibilità economica della logistica farmaceutica, anello chiave della dispensazione di farmaci e dispositivi medici ai pazienti e attività riconosciuta come essenziale nel corso della pandemia.

“A incidere – spiega il Presidente Assoram Pierluigi Petrone - è in particolare l’incremento dei costi dell’energia, considerato che l’attività dei depositari si basa sul mantenimento della temperatura controllata, in primis nei magazzini ma anche sui mezzi di trasporto”.
Proprio il trasporto sta vivendo una situazione paradossale, che vede la penalizzazione di quelle aziende che negli ultimi anni hanno scelto di investire nella transizione ecologica passando ai carburanti green. Il prezzo del metano per autotrazione, infatti, è quasi triplicato fra gennaio e novembre 2021, segnando un aumento del 161%, mentre il gasolio è cresciuto a un ritmo molto più lento (+22%) (dati: Supply Chain Italy).

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“Gli effetti rischiano di ripercuotersi sui costi di vendita dei prodotti – spiega ancora Petrone - i quali però in alcuni casi (ad esempio per i farmaci rimborsabili) devono muoversi all’interno dei range di prezzi stabiliti dall’Aifa e quindi non possono, comprensibilmente, assorbire l’impatto di questi aumenti”.  Il 4 novembre Assoram ha scritto alla Presidenza del Consiglio, al Ministero della Salute, al Ministero dell’Economia e delle Finanze e al Ministero delle Infastrutture e delle Mobilità Sostenibili per ribadire la necessità di un confronto sul tema e segnalare le sofferenze in atto.
Diverse le strade che le Istituzioni potrebbero intraprendere, secondo l’associazione: a breve termine potrebbe essere utile un intervento sui costi extra che la logistica health sta sostenendo, ad esempio con forme di detassazione o bonus; nel lungo periodo, però, potrebbe dimostrarsi proficuo supportare il settore attraverso un uso virtuoso delle risorse messe in campo con il Pnrr e sostenere il reshoring delle aziende italiane del pharma.
 
 

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